Big Data, Digitalizzazione e Internazionalizzazione: cosa abbiamo imparato durante la seconda edizione dell’evento

—3 Febbraio 2026—

Martedì scorso abbiamo avuto il piacere di accogliere oltre 100 partecipanti alla seconda edizione del nostro convegno organizzato in collaborazione con BI-REX Competence Center sul tema big data, digitalizzazione e internazionalizzazione.

Per Roncucci&Partners questo appuntamento è la naturale prosecuzione di un lavoro che portiamo avanti dal 2024 per collegare tecnologie e dati a scelte strategiche e risultati sui mercati esteri.

Dopo la prima edizione di Gennaio 2025, abbiamo scelto di fare un punto sullo stato di avanzamento: capire cosa è cambiato davvero, cosa sta funzionando e quali priorità mettere in agenda per il 2026. Il messaggio che ci portiamo a casa è chiaro: la tecnologia conta, ma diventa uno strumento imprescindibile unicamente quando si trasforma in scelte strategiche, processi solidi e competenze.

La catena Big Data → digitalizzazione → competitività → internazionalizzazione 

Cattorini e roncucci

Stefano Cattorini e Giovanni Roncucci

Nel benvenuto iniziale, Stefano Cattorini (Direttore Generale BI-REX) ha richiamato un legame che spesso si dà per scontato. I Big Data sono l’elemento chiave per qualsiasi progetto di digitalizzazione efficace; la digitalizzazione è ormai un passaggio indispensabile per la competitività; e la competitività è una condizione concreta per trasformare l’internazionalizzazione da ambizione a percorso sostenibile.

Oltre alle tecnologie, serve una vera cultura della digitalizzazione, combinata alla cultura dell’internazionalizzazione, perché spesso non è il “che cosa fare” a mancare, ma il come renderlo praticabile dentro l’azienda, nelle persone e nei processi. E serve un ecosistema: centri di competenza, finanza, istituzioni, consulenti e imprese che lavorino insieme, non a compartimenti.

Colla e Ubertini: “non è se, ma come e quando”

Vicepresidente Colla e dott. Ubertini

Nell’intervista congiunta con Vincenzo Colla (Vice-Presidente con delega Sviluppo Economico, Green Economy, Energia, Formazione Professionale, Università e Ricerca della  Regione Emilia-Romagna) e Francesco Ubertini (Presidente CINECA e IFAB) è emersa una sintesi potente: il tema non è più “se” digitalizzarsi, ma come farlo e in quali tempi, perché il rischio è restare indietro rispetto a chi integra le tecnologie nei processi core.

Il dott. Ubertini ha reso questo concetto con una metafora: continuare con gli strumenti di ieri è come restare nel “salto in alto”, mentre l’innovazione introduce il “salto con l’asta”. Stesso obiettivo, ma un cambio di paradigma che porta a performance diverse. Il punto, però, non è l’adozione superficiale di AI “a lato”: è l’integrazione nelle attività centrali dell’azienda (produzione, operations, catena del valore), perché è lì che si costruisce vantaggio competitivo.

Il Vicepresidente Colla ha allargato la prospettiva e l’ha resa ancora più concreta: la trasformazione digitale è una tecnologia orizzontale e abilitante, e la capacità di governarla fa la differenza tra chi resta dentro e chi resta fuori. In questo quadro ha richiamato il tema della sovranità tecnologica europea: senza capacità su dati e AI, l’Europa rischia uno “schiacciamento” tra grandi player globali. E per le PMI, il tema è ancora più evidente: nessuna piccola impresa può sostenere da sola investimenti enormi, per questo infrastrutture e reti pubbliche diventano decisivi.

C’è poi una frase che merita di essere ripresa: senza persone e competenze non si costruisce valore industriale. Se non tratteniamo e sviluppiamo “le teste”, il manufatto non lo facciamo. Questo vale per l’Emilia-Romagna, e vale per l’Italia.

Lo scenario macro e le priorità: leggere il 2026 in tempi di dazi e tecnologia 

Nel suo intervento, Giovanni Foresti (Responsabile Regional Research, Intesa Sanpaolo) ha aiutato a contestualizzare le scelte delle imprese nel quadro macroeconomico: un mondo che cambia velocemente, in cui l’evoluzione tecnologica si intreccia con nuove dinamiche geopolitiche e commerciali. È un passaggio importante perché ricorda che digitalizzazione e internazionalizzazione non sono “progetti separati”: sono decisioni che si fanno dentro un contesto in movimento, e quindi vanno governate con dati, scenario e metodo.

Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo: finanza e industria nella stessa direzione 

Una parte centrale della giornata ha riguardato la presentazione dell’accordo tra Confindustria Emilia-Romagna e Intesa Sanpaolo per investimenti, innovazione e credito, con gli interventi di Stefania Bergamaschi (Direttore Commerciale delle Imprese di Intesa Sanpaolo) e Pietro Mambriani (Responsabile Politiche Industriali ed Europa di Confindustria Emilia-Romagna).

Il messaggio che emerge qui è pratico: la trasformazione digitale è una componente sempre più rilevante di come un’impresa pianifica, investe e rende credibile un percorso di crescita. Quando la tecnologia è legata a processi, KPI e obiettivi, diventa più semplice anche costruire un piano industriale solido e finanziabile.

Digitalizzazione per l’internazionalizzazione: strumenti e casi dal territorio 

La tavola rotonda ha riportato tutto al livello operativo, con un focus esplicito su casi aziendali attivati tramite BI-REX, e seguiti da Roncucci&Partners, e su ciò che serve per far funzionare davvero i progetti.

Sono intervenuti:

  • Stefano Cattorini (BI-REX), sul ruolo del competence center nel trasformare tecnologie e competenze in progetti concreti
  • Elisabetta Fatigati e Luca Goldoni (SIMEST), sul collegamento tra strumenti di finanza agevolata e percorsi di crescita estera
  • Gianluca Cervellera (Intesa Sanpaolo), su strategie e scelte per l’internazionalizzazione sostenute da dati
  • Fiorenza Burgazzi (Salumificio Dallatana), con una testimonianza su come i processi di digitalizzazione del sistema qualità incidano sulla competitività
  • Irene Bortolotti (Planning Congressi), su come la digitalizzazione sta cambiando l’orizzonte del settore dei servizi.

Il filo comune è stato evidente: il valore non nasce dal digitale “in sé”, ma dalla capacità di inserirlo in processi, ruoli e decisioni che contano.

Prospettive future: competitività come scelta di sistema 

Le prospettive future di Cesare Azzali

In chiusura, Cesare Azzali (Direttore Generale dell’Unione Parmense degli Industriali) ha richiamato la necessità di continuità, ripercorrendo passato e presente per arrivare al futuro del nostro paese, aggiungendo l’importanza comunque del fattore umano, fatto di cultura, di valori, di scienza e di coraggio.

Cosa ci portiamo a casa 

La tecnologia deve diventare un asset abilitante, ma la strada per arrivarci è strategica, non solo tecnica. E passa da due decisioni:  integrare l’innovazione nei processi core e  investire sulle competenze, perché senza organizzazione e persone il salto non avviene.

Cosa fare adesso  

Per molte aziende, la scelta più efficace non è partire da uno strumento, ma da una decisione di voler cambiare, di voler vedere le stesse cose in modo diverso, aggiungendo tutto ciò che i big data possono fare a favore dell’azienda. Gli strumenti rimangono strumenti, ma è il loro utilizzo, alimentato dai dati aziendali ad alto impatto, che creano il futuro dell’azienda.

Non è facile comprenderlo e non è facile attuarlo, ma è un futuro ineludibile.
L’approccio non può che essere quello del project management: analisi-progettazione-realizzazione-verifica, su cui Roncucci&Partners ha investito da 25 anni.

Giovanni Roncucci, presidente di Roncucci&Partners.

Se desideri ricevere i materiali distribuiti durante l’evento, scaricali al seguente link:

Materiali evento

Se vuoi valutare un confronto operativo su digitalizzazione e internazionalizzazione, puoi contattarci qui: info@roncucciandpartners.com

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