Al via la missione imprenditoriale in Giappone delle pmi lombarde

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Sette PMI lombarde coinvolte nella missione imprenditoriale in Giappone

Le nostre Project Manager Anke Reichert e Giacinta Acerbi saranno a Tokyo dal 14 al 19 luglio a supporto delle sette aziende coinvolte nel progetto “Percorsi di accompagnamento in mercati strategici per il sistema economico lombardo”. Promosso da Regione Lombardia con la collaborazione di Unioncamere Lombardia e PromosItalia, il progetto nasce allo scopo di supportare le piccole e medie imprese del territorio lombardo nel percorso di crescita all’estero, nell’assunto che l’internazionalizzazione sia il driver più efficace della crescita economica italiana.

Il nostro ruolo nel progetto: strategia per l’internazionalizzazione

PromosItalia, la struttura del sistema camerale italiano che supporta il processo di internazionalizzazione delle pmi italiane, si è rivolta a Roncucci&Partners per l’affiancamento delle aziende e l’organizzazione della missione esplorativa del mercato nipponico.

La preparazione alla missione è cominciata lo scorso mese di giugno con un incontro preliminare a Milano, organizzato allo scopo di fornire suggerimenti e strutturare le migliori strategie per approcciare il mercato giapponese.

E’ seguita un’accurata selezione di controparti giapponesi e la conseguente definizione di un’agenda personalizzata di incontri b2b per ogni azienda partecipante, costruita sulla base dei profili e dei desiderata emersi.

A conclusione della missione imprenditoriale in Giappone, R&P sarà impegnata in un’attività di follow up della durata di tre mesi, allo scopo di supportare le aziende nel consolidamento delle relazioni avviate durante la missione imprenditoriale in Giappone.

Dopo la tappa giapponese, nel 2019 sono schedulate missioni in India, Israele e Stati Uniti d’America, mentre nel 2020 il progetto prevede tappe in Canada, Marocco, Russia e Vietnam.

JEFTA: l’accordo di libero scambio Europa-Giappone che rivoluziona l’export

In forte contrasto con la politica degli Stati Uniti che alzano muri commerciali al motto di “America First”, l’Europa e il Giappone hanno dato recentemente il via all’accordo di libero scambio più rivoluzionario della storia, in una chiave multilaterale in netto contrasto con la linea americana.

Entrato in vigore lo scorso primo febbraio, il Jefta (Japan-EU Free Trade Agreement) solleverà le aziende europee da circa un miliardo di euro di dazi all’anno in un’area di libero scambio che rappresenta da sola circa un terzo del PIL mondiale, con 635 milioni di abitanti.

Un accordo che Giorgio Starace, Ambasciatore d’Italia in Giappone, ha più volte definito rivoluzionario.

I punti salienti dell’accordo

Oltre a cancellare la quasi totalità dei dazi in un arco di 15 anni, l’accordo elimina diverse barriere tecnico-normative che rendevano lunghe e costose le procedure da seguire per l’importazione.

Il settore Food & Beverage è uno dei più beneficiati dall’accordo, con l’eliminazione dei dazi giapponesi su svariati prodotti, tra cui i formaggi (prima tassati al 30%), cioccolato (30%),pasta (24%), vino (15%) e carni bovine e suine (40%).

Con il Jefta verranno riconosciute oltre duecento indicazioni geografiche europee (DOP) definite dagli Stati membri, di cui 45 italiane (nello specifico 19 per prodotti agroalimentari e 26 per vino e alcolici) che rappresentano il 90% del valore dell’export agroalimentare delle denominazioni del nostro Paese. Per converso, verranno tutelati numerosi IG giapponesi nel mercato unico europeo.

• Con l’accordo il Giappone aderisce agli standard internazionali nel settore automotive e potrà approcciare il mercato europeo con prezzi più competitivi. L’UE eliminerà il 99% delle sue tariffe sui prodotti giapponesi (fino al 14% sugli elettrodomestici elettronici, fino al 5,5% sui prodotti chimici e il 10% sulle automobili).
Mentre alcune funzioni verranno immediatamente ridotte, quelle relative a mercati sensibili, come le automobili, saranno ridotte nel tempo. L’Europa infatti ridurrà a zero i dazi sulle importazioni di automobili entro il 2027. Il governo giapponese stima che la misura potrebbe aumentare il PIL di un punto percentuale annuo.

L’accordo introduce il commercio a tariffa zero in numerose industrie redditizie e competitive in Europa (cosmetici, sostanze chimiche, articoli tessili, abbigliamento) dove si stima che le esportazioni dell’UE potrebbero più che raddoppiare.

Accesso privilegiato al mercato dei servizi giapponese, fino a questo momento piuttosto blindato. Ne beneficiano soprattutto servizi finanziari, commercio elettronico, le telecomunicazioni e i trasporti.

Accesso senza precedenti ai contratti di approvvigionamento giapponesi, in particolare nel settore ferroviario e tecnologie all’avanguardia

Pone infine enfasi sulla sostenibilità, con l’introduzione di manodopera controllata, protezione dei consumatori, standard ambientali e difesa del principio di precauzione, nonché un impegno per l’accordo di Parigi e i principi di governo societario dell’OCSE.

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