Green economy e start up sostenibili: il futuro dell’India riparte da qui

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In un mondo che sta facendo i conti con l’enorme minaccia posta dal cambiamento climatico, l’India sta emergendo negli ultimi anni come uno dei più grandi promotori di programmi di sviluppo green a livello mondiale.

La questione ambientale assume nell’India contemporanea un ruolo di primaria importanza per molteplici ragioni. Da una parte è evidente la necessità di affrontare e risolvere i numerosi problemi di inquinamento ambientale che affliggono il paese, dove l’aria tossica causa 1.24 milioni di morti all’anno e l’erosione del suolo minaccia i raccolti e le specie animali. L’India è il terzo paese nel mondo per emissioni di carbonio, dopo la Cina e gli USA. La rapida crescita economica del paese si è basata in gran parte su settori alimentati quasi esclusivamente da combustibili fossili, regolamentazioni troppo permissive e manodopera a basso costo. Di tale modello di sviluppo non ha sicuramente beneficiato l’enorme popolazione indiana, che si ritrova ad affrontare immensi problemi di inquinamento ambientale. A questo si aggiunge la crescente consapevolezza da parte dell’opinione pubblica e la conseguente domanda di sostenibilità, sia come consumatori che come cittadini.

Dall’altra parte c’è il ruolo giocato dal paese a livello internazionale. Aderendo all’Accordo di Parigi nel 2015, l’India si è impegnata a ridurre drasticamente le emissioni del 33-35% sotto i livelli del 2005 entro il 2030 e, inoltre, a produrre più del 40% della propria capacità energetica da fonti rinnovabili. Ma non solo: le dimensioni del paese, e le proporzioni delle sue emissioni inquinanti, rendono chiaro quanto il ruolo dell’India sia quindi determinante nell’indirizzare il pianeta in una traiettoria sostenibile. Le sue politiche interne sul clima, l’ambiente e l’inquinamento, avranno necessariamente conseguenze globali. Secondo il rapporto Climatescope del 2018, l’India si è classificata al secondo posto tra le economie emergenti per quanto riguarda la transizione verso l’energia pulita. Negli ultimi 10 anni, il settore della green economy ha visto una crescita esponenziale, con l’introduzione di nuove tecnologie, la nascita di una miriade di start-up e un flusso ingente e costante di capitali privati, nazionali e stranieri. Il settore dei finanziamenti green ha in parte guidato l’innovazione politica in India, spingendo il governo ad importanti ratifiche, tra cui una tassa sul carbone che finanzia direttamente l’energia pulita, prestiti agevolati della banca centrale ai settori green chiave, e il primo programma a livello mondiale per lo scambio di crediti per l’efficienza energetica.

Il governo sta già intraprendendo diversi progetti su larga scala per l’energia sostenibile e si prevede che il settore delle rinnovabili attirerà in India investimenti fino a 80 miliardi di dollari nei prossimi quattro anni. Inoltre, l’espansione del settore delle rinnovabili porta benefici che possono andare ben oltre le tradizionali e limitate misurazioni dello sviluppo economico. Il processo di generazione di fonti di energia rinnovabile avviene principalmente nelle aree rurali del paese. In questo modo, il settore delle rinnovabili funge anche da catalizzatore per la riqualificazione di queste aree, portando nuove opportunità di lavoro e un miglioramento delle condizioni di vita della popolazione.

Un esempio di questi sforzi è rappresentato dal progetto lanciato nel 2012 dalla SEWA (Self-Employed Women’s Association) per la formazione di migliaia di donne alla professione di tecnici solari in tutta l’India e l’introduzione di pompe solari per ridurre i costi di produzione e fornire energia pulita ai lavoratori delle saline della Little Rann of Kutch. Oggi il progetto è affiancato dal Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP), e ha rilanciato l’obiettivo di portare questa iniziativa a circa 20.000 pompe solari, creando un parco solare con una capacità di 2,7 megawatt nei prossimi cinque anni. Questo aiuterà a nutrire l’economia rurale generando nuove opportunità di occupazione, promuovendo lo sviluppo di energie rinnovabili e, allo stesso tempo, affrontando le sfide dei lavoratori delle saline e dei piccoli agricoltori che altrimenti dovrebbero recarsi nelle città vicine per accedere ai servizi tecnici per le riparazioni, con ripercussioni sui tempi di lavoro, sulla produzione e sul reddito.

Oltre le politiche centrali: l’eco-transizione del tessuto economico

La nuova sensibilità dei consumatori alle questioni ambientali e la domanda crescente di sostenibilità da parte della popolazione stanno traghettando le aziende indiane verso l’adozione di pratiche ecologiche e di scelte eco-compatibili. I benefici sono molteplici ed evidenti: oltre al miglioramento dei consumi energetici e alla riduzione dell’impatto ambientale, le imprese in eco-transizione acquisiscono un crescente valore per gli investitori e parallelamente migliorano la propria public reputation. A questo si unisce la nascita di numerose start up che negli ultimi anni hanno fatto il loro ingresso sul mercato con soluzioni innovative, dando un decisivo impulso alla green economy. Attraverso l’offerta di servizi e prodotti sostenibili, le start-up indiane stanno colmando bisogni emergenti e spingendo la ricerca e lo sviluppo verso un futuro sostenibile: un’ondata di piccole imprese verdi che sta condizionando la trasformazione di più settori contemporaneamente.

Molte delle start up emergenti sono direttamente coinvolte con il settore energetico e propongono soluzioni per ottimizzare il consumo e lo stoccaggio energetico. Le 15 migliori start-up cleantech del paese sono state premiate dal governo lo scorso febbraio nell’ambito del progetto Social Alpha, iniziativa che mira a rafforzare l’ecosistema delle start-up scientifiche e tecnologiche in India. Dalla sua nascita nel 2016, Social Alpha ha nutrito più di 50 start-up guidate da uno scopo comune: fornire soluzioni tecnologiche che possano risolvere i problemi legati all’accesso energetico e, più in generale, al cambiamento climatico.

Best Practices dalle comunità indiane

A rendere lo scenario di sviluppo green ancora più variegato e contraddittorio in India, vi è il comportamento dei consumatori. Se da una parte il paese è il terzo al mondo per emissioni inquinanti, le emissioni per capita sono tra le più basse a livello globale e una delle economie in cui si registrano meno sprechi. Per quanto questi dati siano in parte determinati dal gran numero di persone che attualmente ancora vivono sotto la soglia della povertà, è anche interessante notare che la sostenibilità ambientale è sempre stata una componente fondamentale della cultura indiana, i cui valori sono profondamente legati ad uno stile di vita rispettoso della natura.

Per esempio, lo yoga e l’ayurveda – che sono forse tra gli stili di vita olistici più conosciuti dell’India – si basano sul principio dell’aparigraha, la virtù dell’essere non attaccati ai beni materialistici, mantenendo solo ciò che è necessario in una certa fase della vita. L’uomo mantiene così un rapporto armonioso con la natura, che si spinge fino al rispetto per la flora e la fauna. Ciò ha favorito gli sforzi per la conservazione della biodiversità. Un grande esempio è quello della comunità Bishnoi nella regione di Jodhpur, nello stato settentrionale del Rajasthan, per la quale la protezione della fauna selvatica fa parte della loro fede.
Tra le altre pratiche e filosofie rispettose dell’ambiente, la cultura della parsimonia è sicuramente tra le più rappresentative della sostenibilità: il riutilizzo e lo scambio di beni usati non è affatto cosa insolita. Persino oggetti di poco valore, come vecchi giornali e libri, o utensili, possono essere facilmente venduti a un rivenditore di rottami per essere riutilizzati o riciclati. Culturalmente, vi è una generale avversione verso lo spreco, soprattutto di generi alimentari. Ciò è vero soprattutto tra le comunità rurali, che ancora costituiscono la maggioranza della popolazione e che continuano a vivere uno stile di vita semplice e frugale. Secondo Greendex, lo studio internazionale compilato da National Geographic e Globescan che misura il modo in cui i consumatori rispondono alle preoccupazioni ambientali, l’India occupa il primo posto in questo indice, registrando punteggi particolarmente elevati per quanto riguarda la sostenibilità nelle scelte di abitazione, trasporti e alimenti. Questi risultati mostrano che i consumatori indiani sono più consapevoli della loro impronta ambientale, e le loro scelte sostenibili rappresentano sicuramente un’opportunità ulteriore per lo sviluppo del settore green del paese.

Nonostante la crescita dell’economia potrebbe minacciare di alterare tali tendenze socio-economiche e di consumo, l’insieme dei processi che si sono recentemente messi in moto nei vari livelli della società dell’economia a proposito della sostenibilità, lasciano ben sperare per un rafforzamento delle iniziative green. In India, la scienza, l’economia e le filosofie antiche possono tutte trarre importanti contributi l’una dall’altra.

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