Sudafrica, ad un mese dalle elezioni si registra una timida ripresa economica

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Ad un mese dalle elezioni politiche, il Sudafrica registra una timida ripresa economica, a cui gli investitori di tutto il mondo guardano con interesse e (tiepida) speranza. A maggio le condizioni commerciali, anche se deboli, sono migliorate e il mercato si aspetta che le condizioni economiche e il clima degli affari si sollevino nel breve-medio termine.
Secondo l’Indice delle attività commerciali della Camera sudafricana del commercio e dell’industria (SACCI) di maggio, pubblicato la scorsa settimana, l’attività commerciale è migliorata e l’indice è salito a 41 punti, rispetto ai 37 registrati ad aprile. Spetta ora a Ramaphosa il tentativo di rilanciare l’economia di un paese in grave frenata e ridare fiducia alle nuove generazioni, nonostante le premesse non siano delle migliori.

Il quadro politico del paese

Sebbene il Congresso Nazionale Africano (ANC) abbia vinto con il 57,5% dei voti, il partito ha registrato la vittoria elettorale più bassa dalla fine dell’apartheid, mentre i partiti d’opposizione sia all’estrema sinistra che all’estrema destra, sono cresciuti in maniera sostanziale.
Un’altra tendenza di rilievo riguarda l’affluenza alle urne, scesa al 65%, ovvero la più bassa in assoluto in un’elezione sudafricana. Sorprendentemente, oltre 6 milioni di giovani, circa la metà di quelli nella fascia d’età compresa tra i 18 ei 30 anni, non si sono registrati per votare. Secondo la stampa, questo disincanto elettorale è da imputare principalmente all’incapacità del governo di far fronte a due piaghe crescenti degli ultimi anni: corruzione e disoccupazione giovanile.

 

Il presidente Cyril Ramaphosa ha ereditato una nazione macchiata da un decennio di corruzione, bassa crescita e incerto ruolo internazionale. Una nazione che solo 25 anni fa era l’indiscusso faro di speranza dell’Africa sotto Nelson Mandela. Per molti aspetti, le credenziali di Ramaphosa sono impeccabili. La domanda, quindi, non è tanto se ha le capacità per affrontare con successo il malessere del Sudafrica, ma se riuscirà a superare barriere e malumori esistenti per rispondere alle richieste degli elettori, attraverso la creazione posti di lavoro e capitalizzando la quarta rivoluzione industriale, la ricostruzione del settore energetico del paese e la promozione degli investimenti esteri e nazionali.

Le tre (principali) sfide di Ramaphosa

1. La creazione di posti di lavoro
Di fronte a un tasso ufficiale di disoccupazione del 27,5%, nel 2018 Ramaphosa ha tenuto un vertice sull’occupazione, dopo di che ha annunciato che saranno creati 275.000 posti di lavoro all’anno grazie alle iniziative e agli accordi creati al vertice.
Investire in un sistema efficace di informazione sul mercato del lavoro per ridurre i costi di ricerca per i disoccupati, migliorare l’abbinamento dei posti di lavoro e offrire un’assistenza per l’inserimento lavorativo può aiutare a risolvere i problemi di disallineamento delle competenze del paese.
Soprattutto nei settori ad alto impatto, come l’agricoltura e la produzione, le aziende possono fare molto per ridurre i disagi della disoccupazione.

2. Energia
L’anno scorso, il governo ha firmato contratti con 27 produttori indipendenti di energia per un totale di $ 4,5 miliardi con l’obiettivo di aggiungere capacità energetica alla rete nazionale entro i prossimi cinque anni.
Eskom, società di servizi energetici di proprietà statale, rappresenta ancora oltre il 90% della capacità di produzione di energia elettrica del paese ed è stata recentemente costretta a iniziare il distacco del carico a causa di guasti tecnici a due centrali elettriche. L’incapacità di Eskom di fornire energia elettrica sufficiente pone un forte ostacolo alla crescita economica, e rappresenta la preoccupazione numero uno degli investitori.
I miglioramenti nella fornitura di elettricità possono ridurre l’accesso ineguale all’istruzione e ai posti di lavoro e quindi avere un impatto significativo sulla crescita della coesione sociale e sulla fiducia nello stato. Eskom e altre società controllate dallo stato devono essere ritenute responsabili della creazione di posti di lavoro, della fornitura di energia e della continua esplorazione di fonti di energia alternative. Una maggiore divisione del controllo delle risorse e della responsabilità verticale aumenterà il settore energetico del paese e contribuirà alla promozione generale della crescita, dell’occupazione e dell’affidabilità dello stato.

3. La quarta rivoluzione industriale
Il Sudafrica è leader nell’innovazione della quarta rivoluzione industriale nel continente africano, ma si può certamente fare di più. Attualmente, il Sudafrica utilizza incentivi fiscali, tra le altre misure, per stimolare la ricerca e lo sviluppo del settore privato. Oltre alle principali riforme legislative e politiche, il Sudafrica deve documentare e incoraggiare la diffusione di best pratices dalle principali aree metropolitane ai governi locali, nonché introdurre misure di e-government per ridurre i costi e la burocrazia, migliorare i servizi pubblici e stimolare la crescita delle informazioni e delle tecnologie di comunicazione.

Gli obiettivi da centrare

Ramaphosa ha fissato l’obiettivo di attrarre $ 100 miliardi di investimenti nei prossimi cinque anni.
Questo ambizioso obiettivo sottolinea la volontà del Sudafrica di competere a livello globale per attirare gli investimenti e la significativa crescita degli investimenti in Sudafrica dal 2017 al 2018 – del 166 percento per un totale di $ 5,3 miliardi – mostra alcuni successi iniziali.
Il governo stima un fabbisogno di investimenti di 4 miliardi di Rand sudafricani (280 milioni di dollari) ogni anno per i prossimi cinque anni per la riabilitazione dell’acqua e dei servizi igienico-sanitari e per i prossimi sette anni per l’elettricità.

Il nuovo governo sudafricano ha una strada difficile per raggiungere gli investimenti, l’occupazione e gli obiettivi di crescita, oltre a dover far fronte alle richieste degli elettori in termini di miglioramento nella fornitura di servizi e lotta alla corruzione. La creazione di un programma di obiettivi condivisi tra governo, lavoro e settore privato sarà fondamentale per far avanzare l’agenda presidenziale di Ramaphosa, gli obiettivi del parlamento guidato dall’ANC e il ritorno del paese alla ribalta della politica, dell’economia e delle riforme sociali africane.

A cura di Caterina Pasini

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