UE-Vietnam: tutte le opportunità dell’accordo di libero scambio

accordo Ue-Vietnam

L’accordo di libero scambio UE-Vietnam, definito da molti “l’accordo più moderno e ambizioso mai concluso tra l’UE e un paese in via di sviluppo” ha ottenuto il sostegno del Parlamento europeo mercoledì 12 Febbraio, dopo sei anni di negoziati. I deputati hanno dato il loro consenso con 401 voti, 192 voti contrari e 40 astensioni, smentendo gli scettici che scommettevano su un rallentamento della procedura a causa della Brexit.

L’accordo è considerato ambizioso perché prevede che il Vietnam faccia sforzi particolari nel campo dei diritti umani e dei diritti del lavoro, oltre a garantire in generale il rispetto di uno standard ambientale e sociale elevato, in linea con i regolamenti europei. L’EVFTA (Europe Vietnam Free Trade Agreement) impegna il Vietnam ad applicare l’accordo di Parigi e la ratifica di due progetti di legge, uno sull’abolizione del lavoro forzato, l’altro sulla libertà di associazione, rispettivamente entro il 2020 e il 2023, come richiesto dal Parlamento. L’accordo prevede infine la sospensione in caso di violazione dei diritti umani.

L’EVFTA è guardato con attenzione in occidente come in oriente, perché potrebbe costituire un modello per ulteriori accordi commerciali futuri tra l’UE e altri paesi asiatici in via di sviluppo, specialmente del sud est del continente. L’accordo viene inoltre letto dagli opinionisti come un forte messaggio dei membri del PE sul loro sostegno al commercio libero, equo e reciproco, in un periodo in cui le tensioni commerciali, protezionismo e nazionalismi sono in forte aumento.

I punti salienti dell’accordo Eu-Vietnam

L’EVFTA prevede due aspetti: quello commerciale, approvato dal Parlamento europeo, e quello relativo agli investimenti, che dovrà al contrario essere approvato dai singoli Paesi membri. L’accordo commerciale, che entrerà in vigore a partire da luglio 2020, offre alle imprese dell’UE vantaggi competitivi ottimali grazie all’eliminazione di tutti i dazi doganali tra le due parti, su un periodo di 10 anni per il Vietnam e di 7 anni per i paesi dell’Unione.

Alcuni settori come quello dell’automobile, dei macchinari, della pelletteria, degli alcolici e dell’arredamento, fino a questo momento fortemente penalizzati dai dazi doganali, potranno entrare nel mercato vietnamita a tariffe sostenibili. L’accordo salvaguarda inoltre le indicazioni geografiche europee su 169 prodotti, tra cui Champagne, la Rioja e il Parmigiano. Prodotti metalmeccanici o chimici saranno esenti da dazi fin dall’entrata in vigore dell’accordo, mentre il processo sarà graduale per le altre categorie merceologiche. L’accordo si estende a servizi come le banche, il trasporto marittimo e le poste, dove le aziende dell’UE avranno un accesso semplificato. Le aziende potranno anche partecipare a gare d’appalto pubbliche indette dal governo vietnamita e da diverse città, tra cui Hanoi.

Le principali importazioni dell’UE dal Vietnam comprendono attrezzature per le telecomunicazioni, abbigliamento e prodotti alimentari e del legno, mentre l’UE esporta in Vietnam principalmente beni come macchinari e attrezzature di trasporto, prodotti chimici, prodotti agricoli e farmaci.

Il Vietnam è il secondo partner commerciale dell’UE nell’ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico) dopo Singapore, con scambi di merci per 47,6 miliardi di euro all’anno e 3,6 miliardi di euro per quanto riguarda i servizi. Le esportazioni dell’UE verso il paese crescono del 5-7% all’anno. Il commercio bilaterale tra UE e Vietnam negli ultimi dieci anni si è quintuplicato e questo accordo potrebbe fungere da ulteriore volano sia per le aziende europee, fino a questo momento penalizzate dai dazi, sia per il Vietnam, che si stima potrebbe raggiungere potenzialmente 15 miliardi di euro annui di esportazioni aggiuntive verso l’UE entro il 2035.

eu-vietnam accordo bilaterale

 

I pareri discordanti e la lettera delle ONG

L’accordo UE-Vietnam è stato motivo di acceso dibattito tra gli europarlamentari. Da un lato, i sostenitori definiscono l’accordo uno strumento per proteggere l’ambiente e sostenere il progresso sociale in Vietnam, poiché lo impegna ad applicare l’accordo di Parigi e a migliorare in generale gli standard ambientali e sociali del paese. Dall’altro, gli scettici pongono molti dubbi circa la possibilità che il Vietnam rispetti le condizioni imposte dall’EVFTA.

Il relatore del Parlamento EU Geert Bourgeois , forte sostenitore dell’accordo, ha dichiarato che “l’EVFTA rappresenta un’opportunità unica per promuovere l’obiettivo dell’UE di diventare un attore geopolitico che difende il commercio multilaterale, rifiuta il protezionismo e innalza gli standard del lavoro, dell’ambiente e dei diritti umani in tutto il mondo”. In linea con Bourgeois anche il presidente della commissione per il commercio internazionale del Parlamento, Bernd Lange: “La storia dimostra che l’isolamento non cambia un Paese. Per questo il Parlamento ha votato a favore di questo accordo commerciale con il Vietnam. Con esso, rafforziamo il ruolo dell’UE in Vietnam e nella regione, assicurando che la nostra voce abbia più peso di prima. Questo è particolarmente importante su questioni su cui non siamo d’accordo, come il ruolo della libera stampa o la libertà politica. Estendiamo anche il margine di manovra della società civile”.

Di parere opposto l’europarlamentare francese Emmanuel Maurel, che ha espresso scetticismo nei confronti della capacità del Vietnam di mantenere la sua promessa. Maurel ha criticato l’accordo commerciale in quanto non va a beneficio del cittadino medio, né dei lavoratori vietnamiti, ma solo di una piccola parte delle aziende che troveranno più facile lavorare all’estero. In netto disaccordo con l’ottimismo espresso da alcuni suoi colleghi e dalla Commissione sull’impatto positivo dell’accordo, Maurel li ha così criticati: “siete o estremamente ingenui o estremamente ipocriti sui diritti umani”. Allo stesso modo, l’europarlamentare verde Saskia Bricmont si è detta particolarmente preoccupata per gli aspetti ambientali e sociali dell’EVFTA:”Dobbiamo notare che l’Accordo Verde e i diritti umani non saranno rispettati da questa casa”.

Le organizzazioni per i diritti umani e alcuni gruppi politici chiedevano di rinviare l’approvazione fino a quando il Vietnam non avrebbe migliorato ulteriormente i diritti umani e le condizioni dei lavoratori. Un gruppo di 28 ONG ha inviato una lettera ai parlamentari europei il 4 febbraio, chiedendo un rinvio del loro consenso “fino a quando il governo vietnamita non accetterà di rispettare parametri di riferimento concreti e verificabili per proteggere i diritti dei lavoratori e i diritti umani”. Secondo Human Rights Watch, “il Vietnam ha fatto poco per migliorare il suo pessimo record di diritti umani nel 2019 e continua a limitare tutti i diritti civili e politici di base, proibendo le contestazioni”.

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