E-commerce e trasformazione digitale: l’esempio della Corea del Sud

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Fortemente influenzata dalle necessità di una società post-pandemica, la trasformazione digitale ha non solo subito una grandiosa spinta reattiva, ma potrebbe anche aver avanzato cambiamenti permanenti. E’ il marketing l’esempio più eclatante, in cui l’utilizzo di canali e strategie digitali è oggi imprescindibile per operare sui mercati globali e specialmente nei paesi più tecnologicamente avanzati.

Avendo superato i 4,6 miliardi di utenti internet e i 4,2 miliardi di utenti social a livello globale, secondo le previsioni di Forbes non solo i nuovi pivot del business digitale diverranno permanenti, ma alcuni canali si affermeranno come la nuova norma. Primi fra tutti, i social media diventeranno uno dei canali principali per l’acquisto – e non più della semplice scoperta di nuovi prodotti -, portando con sé la necessità di strategie sempre più mirate su un numero minore di piattaforme rilevanti, ma allo stesso tempo più personalizzate sulle preferenze del singolo consumatore. Allo stesso modo, gli eventi virtuali inizialmente allestiti per necessità sembrano qui per rimanere, con le loro garanzie di maggiore accessibilità e minori costi.

Tutte queste tendenze globali sembrano trovare piena realizzazione in Sud Corea, che si colloca tra i primi 10 paesi al mondo per la spesa di e-Commerce e al terzo posto per vendite al dettaglio online, con un mercato dell’e-Commerce B2C che contribuisce a quasi un quarto delle vendite al dettaglio complessive del paese. Non c’è quindi da stupirsi che il paese sia considerato uno dei mercati più attrattivi in Asia, né che una buona strategia digitale sia la chiave di volta per attingere alle immense opportunità di questo mercato.

Piattaforme riconosciute a livello globale come Google, Facebook e Instagram sono disponibili e sono ottime per stabilire una presenza digitale sul mercato coreano. Tuttavia, per potersi posizionare strategicamente, è fondamentale conoscere ed imparare a padroneggiare anche le piattaforme locali sudcoreane come Naver, Daum, Kakaotalk, BAND, Coupang e Gmarket, per garantire al marchio aziendale la maggiore esposizione possibile.

App e motori di ricerca

Anche in Corea, i motori di ricerca sono il modo più utilizzato sia per scoprire nuovi brand che per cercare prodotti e servizi online. Su una base di utenti internet di quasi 50 milioni (il 97% della popolazione), Google è uno dei search engine più utilizzati; tuttavia, anche due grandi nomi locali prendono una quota significativa del mercato – Naver e Daum.

Naver è, infatti, il quinto motore di ricerca più grande del mondo, configurandosi in realtà come un portale molto più ampio (sia sul web che in app): alla stregua di Yahoo!, Naver incorpora al proprio search engine anche notizie, e-mail, video, blog, enciclopedia, film, musica e molti altri servizi, per fornire uno sportello unico agli utenti.

In particolare, Naver Blog è una delle piattaforme Naver più popolari, dove gli utenti passano il loro tempo a leggere blog, dai profili personali a quelli aziendali. Anche Naver Cafe, offre un canale di presenza digitale alle imprese: si tratta di una social community aperta, che funziona come un forum con gruppi basati sui propri interessi personali. Tuttavia, talvolta le aziende utilizzano la piattaforma in alternativa alla propria pagina web: invece di ricorrere a pagine web separate per scopi diversi, i coreani usano Naver Cafe.

Naver ha anche sviluppato altre applicazioni quali il social media Band, e Line per la messaggistica.

Dopo Google e Naver, il terzo più grande motore di ricerca in Corea del Sud è Daum, che un po’ come Naver, rappresenta un portale unico per accedere alla tua email, contribuire ai forum, cercare sul web, sfogliare articoli di blog, leggere le notizie e connetterti con il mondo. Anche Daum ha sviluppato le proprie app, in particolare, Kakao Story come social media e Kakao Talk per la messaggistica.

Ovviamente, la pubblicità e il marketing digitale giocano un ruolo importante in queste piattaforme. Sebbene possa sembrare scoraggiante affrontare le differenze che sussistono nella SEO – significativamente lontana da quella di Google – e anche a livello linguistico, esistono numerosissime agenzie specializzate in grado di posizionare efficacemente i brand stranieri.

Social Media, oltre a Facebook c’è di più

Con un tasso di penetrazione dei social media dell’89%, corrispondente a oltre 45 milioni di utenti, la Corea del Sud ha superato la media mondiale di oltre il 49%, secondo l’ultimo report di DMC media e Digieco. Per questo, oltre alle principali piattaforme globali (Facebook, Instagram e YouTube), già molto popolari in Corea, può essere consigliabile adottare anche i grandi social media locali per accelerare la crescita del brand.

Il già citato Kakao è uno dei più popolari servizi di social network e messaggistica disponibili. Se KakaoTalk è il principale servizio di messaggistica in stile WhatsApp, attivamente utilizzato dal 97% di tutti gli utenti di smartphone, d’altra parte Kakao Story è molto più ricco di funzioni, in modo simile a WeChat in Cina. Kakao include molte delle caratteristiche standard che si trovano su Facebook, come foto, post, storie e notizie, ma si è recentemente espanso ad includere anche una serie di servizi innovativi come l’online banking, servizi di taxi, ordini a domicilio.

Anche l’app creata dal gigante Naver, Band, si focalizza sulla messaggistica istantanea, sui social media e sulla collaborazione in gruppi. Che si tratti di gruppi di amici, club, scuole o giocatori online, BAND fornisce una piattaforma per rimanere connessi, pianificare e facilitare le attività del gruppo. In particolare, Band sembra rivolgersi a utenti che hanno bisogno di elementi leggermente più professionali, includendo un calendario condiviso e la funzione sondaggi, in maniera simile a strumenti di business come Slack negli Stati Uniti.

Un altro esempio di social network locale è Cyworld, il primo grande social network lanciato 1999, molto prima di Facebook o Twitter, e diventato rapidamente un successo, sebbene oggi stia perdendo quote di mercato. Cyworld, in maniera simile a Myspace, permette ai membri di coltivare relazioni formando Ilchon o “amicizie”, organizzate e gestite secondo una gerarchia che consiste in tre diversi “ranghi”. Fondamentale all’interno della piattaforma è la cura della propria minihompy (coreano per homepage), il profilo personale che deve essere costantemente decorato con icone e gadget anche a pagamento.

Il boom degli e-commerce in Corea del Sud

Con livelli di spesa annuali considerevoli nel segmento e-commerce coreano, tutti i principali settori del retail online hanno performato bene nel 2020, registrando crescite fino al 45%, ad esempio nel settore Travel e Accomodation.

Il sito più popolare per gli acquisti online di qualsiasi genere è Coupang, ua delle piattaforme e-commerce che è cresciuta di più negli ultimi anni. Un po’ come Amazon, Coupang basa la sua user experience su una enorme varietà di prodotti e su un efficiente servizio di consegna. Più efficiente di Amazon, se si considera che con il servizio Dawn Delivery ogni ordine piazzato prima di mezzanotte viene consegnato entro le 7 del mattino successivo.

Coupang può rappresentare un valido punto di accesso al mercato coreano per aziende estere in molti settori, non solo perché in grado di raggiungere un vasto pubblico, ma anche per il suo nuovo Global Retail Partner Program, ideato proprio per supportare le imprese al loro ingresso sul mercato.

Gmarket è un altro mercato online molto utilizzato in Corea. Più simile ad eBay, permette di vendere sia prodotti nuovi che usati, focalizzandosi dunque su vendite di volumi più bassi e su prodotti su misura o personalizzati.

Qualunque piattaforma si riveli la più adatta a promuovere il brand e i prodotti aziendali, è necessario che la comunicazione e i contenuti di marketing pubblicati su tutti i portali siano adattate alle caratteristiche del mercato sudcoreano, non solo da un punto di vista culturale ma soprattutto strategico.

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Un articolo di Ailar Jabbari, Project Coordinator Roncucci&Partners

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