L’Affiliate marketing – o marketing di affiliazione – è una modalità di vendita digitale che negli ultimi anni sta conoscendo una crescita significativa. Si stima che entro il 2022 questo settore possa arrivare a toccare la quota di otto miliardi di dollari, quasi il doppio rispetto al suo valore nel 2015.

Evoluzione dell’advertising online, l’affiliate marketing trova la sua efficacia nella formula che coinvolge un inserzionista (l’azienda, in gergo advertiser) e uno o più affiliati (i publisher, detti anche marketer o partner) che pubblicizzano l’azienda e i suoi prodotti attraverso una serie di canali digitali.

Caratteristiche dell’affiliate marketing

Servendosi di piattaforme che mettono in relazione aziende ed affiliati, le imprese hanno la possibilità di raggiungere un pubblico in target molto più ampio, grazie al ruolo svolto dagli affiliati che decidono di proporre i loro prodotti o servizi in cambio di un guadagno.

L’affiliate marketing non è una strategia valida solo per chi vuole vendere beni fisici, ma anche per tutte quelle imprese che vogliono vendere servizi, prodotti scaricabili oppure attivare meccanismi di lead generation.

In base al tipo di lead da generare, l’affiliato percepisce una commissione che viene solitamente indicata con le sigle CPA (costo per azione) e CPL (costo per lead), che vengono conteggiate non appena viene generato un contatto reale lavorabile.

In questo contesto, lo specialista della pubblicità digitale, un altro modo per definire l’affiliato, è una delle figure professionali più pagate al mondo. Secondo l’imprenditore e docente dell’università di Pavia, Gianluigi Ballarini “è l’evoluzione della figura del rappresentante che, invece di andare di porta in porta con la valigetta, fa conoscere i prodotti che promuove tramite pubblicità”.

Come funziona l’affiliate marketing

Il rapporto tra affiliato ed inserzionista è altamente strategico: entrambe le parti hanno interesse a guadagnare, e quindi a preservare il rapporto che li lega. Seppur l’affiliate marketing sia un meccanismo molto noto e valido, in Italia sono ancora poche le imprese che lo utilizzano.

Servirsi di network di affiliati è una delle scelte più rapide per sfruttare questa strategia, ma nulla vieta alle aziende di crearsi una propria rete di affiliati creando un sistema di affiliazione completamente autonomo.

Una volta preso l’accordo con il singolo affiliato (o con una società di affiliate marketing) le imprese possono offrire agli iscritti i propri prodotti, mentre gli affiliati, in cambio di una commissione sul venduto, ne iniziano la promozione attraverso i propri canali pubblicitari.

Vantaggi per le aziende

Webmarketsupport offre un’interessante comparazione fra i metodi pubblicitari tradizionali e l’affiliate marketing, mostrando i principali vantaggi di questa modalità di vendita digitale.

I metodi tradizionali prevedono infatti l’utilizzo di materiale pubblicitario di varia natura (giornali, radio, tv, cartelloni pubblicitari, fiere, sponsorizzazioni, etc.) con costi fissi piuttosto importanti e nessuna certezza sui risultati che si andranno ad ottenere, né la possibilità di misurare concretamente l’efficacia dei canali utilizzati.

Al contrario, l’affiliate marketing permette di stabilire a priori i compensi per i venditori e di analizzare con precisione le prestazioni di ogni canale utilizzato, offrendo così la possibilità di ‘aggiustare il tiro’ ogni volta che appare necessario.

Altri vantaggi identificati da Awin consistono nella diversificazione delle entrate  (affidandosi a diversi affiliati le imprese hanno accesso a differenti piattaforme, blog e social network, italiani e stranieri, e fare affidamento a più professionisti  contemporaneamente) e nel miglioramento SEO generato da questa molteplice esposizione digitale: nel momento in cui una o più persone nominano un prodotto o un servizio citando il sito internet dell’azienda produttrice, per i motori di ricerca aumenta l’affidabilità del sito e dell’azienda stessa aumentando di conseguenza anche il ranking del sito e risulterà più semplice farsi trovare da nuovi potenziali clienti.

Il miglioramento della SEO è un aspetto molto importante per quanto riguarda le vendite online, infatti, secondo il sondaggio di Supermetrics rappresenta la principale fonte di traffico per l’affiliate marketing (69%) seguito da social network (67%) e blog (64%).

Trend e opportunità

Vi sono ovviamente alcuni settori che si prestano più di altri a questo tipo di strategia.

Secondo, infatti, uno studio riportato da Hosting Tribunal, il 18,7% degli affiliati promuove prodotti e servizi relativi al settore della moda, mentre il 14,60% è impiegato nella promozione di sport e attività all’aperto e l’11,10% nel settore salute e benessere.

Ciò non significa che per altri settori l’affiliate marketing non offra opportunità, come dimostra l’intervista di Mckinsey. A seguito della pandemia, infatti, Mckinsey ha intervistato aziende B2B di 11 paesi diversi, Italia inclusa. Dal sondaggio emerge che le aziende hanno notato che le interazioni digitali sono diventate due o tre volte più efficaci delle interazioni tradizionali, tanto da rappresentare oggi in media il 15% delle entrate digitali.

In questo scenario, la pandemia ha giocato certamente un ruolo importante, aumentando il peso e l’importanza delle vendite digitali e spingendo numerosi brand ad utilizzare la tecnica di affiliate marketing, seppure con ampie differenze in base all’area geografica di appartenenza.

In questo senso, la classifica è guidata dagli Stati Uniti – con un 39% di vendite (pari a circa 4,7 miliardi di dollari annui) seguiti da Regno Unito con un 15% (pari a $1,8 miliardi) e Germania con un 11% /pari a $1,3 miliardi). Questi paesi risultano essere più “pronti” a questo tipo di strategia, sia dal punto di vista dei professionisti dedicati sia per gli acquirenti, più abituati a comprare tramite internet. Questi dati possono essere interessanti per aziende che vogliono iniziare o proseguire un percorso di internazionalizzazione integrato a strategie digitali, ovviamente supportato dall’aiuto di professionisti.

Affiliate marketing: le origini

Tendenzialmente, la nascita dell’affiliate marketing viene legata al programma di affiliazione introdotto da Amazon – dove l’azienda inserisce i propri prodotti e la piattaforma si occupa di trovare gli acquirenti, prendendo una percentuale su ogni vendita.

Al contrario, secondo la storiografia proposta da Shoeboxed, le origini dell’Affiliate Marketing risalirebbero addirittura a fine anni ottanta, quando William J. Tobin, imprenditore americano, fondò la PC Flowers, Inc. – una piattaforma online dedicata alla vendita di fiori e decorazioni per eventi – che per prima ha introdotto una modalità di questo tipo, con percentuali di guadagno stabilite a monte.

In oltre trent’anni, l’affiliate marketing ha conosciuto una costante evoluzione, che ha visto la creazione di piattaforme apposite dedicate alla vendita, la nascita di eventi dedicati (tra cui l’importantissimo Affiliate Summit, nato nel 2003) e la fondazione, nel 2008, dell’associazione americana PMAPerformance marketers association –  a tutela dei professionisti digitali coinvolti.

Ad Amazon resta il merito di aver di aver reso noto questo programma su scala globale, e oggi rappresenta il 35,7% del mercato.