La cosmetica italiana guarda ad Oriente

Per la cosmetica italiana l’export ha un ruolo cruciale, poiché rappresenta il 41% della produzione nazionale, con un valore che a fine 2021 ha superato i 4,8 miliardi di euro recuperando i valori pre-pandemici (Cosmeticaitalia, 2022).

Sebbene i paesi Europei, in primis Francia e Germania, e gli Stati Uniti continuino ad essere i principali importatori, aumentano sempre di più le richieste dai mercati orientali. Infatti, la cosmesi made in Italy piace sempre di più nei paesi del Sud-Est Asiatico e del Medio Oriente; basti pensare che nell’ultimo anno le importazioni da Hong Kong sono aumentate del +23,1% e dagli Emirati Arabi Uniti del +37,2%. In particolare, le esportazioni su Hong Kong sono da considerarsi come un canale di accesso a tutta l’aria ASEAN.

Estendendo poi la lettura ai paesi strategici per le attività di internazionalizzazione, dal 54° Report Annuale di Cosmetica Italia, emerge una crescita media annuale dell’export (nel periodo 2011-2021) verso la Cina (+38,1%) e l’India (+16,5%).

I prodotti nostrani che vengono prediletti sono soprattutto quelli legati alla cura del viso e del corpo e i profumi. Sia in Estremo Oriente che in Medio Oriente, infatti, sono molto attenti alla cura della pelle, seguendo quotidianamente una skincare scrupolosa. Le donne arabe, per esempio, per quanto riguarda la beauty routine e il make-up non badano a spese.

Oltre alla tematica culturale, negli ultimi due anni la pandemia ha consolidato l’attenzione verso il mondo della skincare facendo sì che i consumatori iniziassero a inquadrare la cura della pelle come tema di benessere e a voler ricreare i benefici della SPA a casa propria. Vi sono quindi buone opportunità per i brand italiani che offrono prodotti per la cura del corpo che rispondano anche ad una esperienza di relax.

Anche la percezione della bellezza maschile è cambiata. In Cina, come in Giappone e Corea del Sud, il segmento maschile, in particolare la fascia più giovane di consumatore, sta prendendo sempre più spazio all’interno del mercato aprendo così a nuove possibilità di investimento.

Come in altri paesi, anche in oriente sono ormai molto in voga i prodotti sostenibili, cruelty free e naturali. La crescente consapevolezza delle problematiche ambientali sta spingendo i consumatori a rivolgersi sempre di più a prodotti ecologici. Se per molto tempo le abitudini di acquisto sono state influenzate dalla brand image e reputazione delle aziende, oggi, invece, i consumatori asiatici sono più preoccupati per gli effetti e gli ingredienti contenuti in un prodotto. Negli Emirati Arabi Uniti la cosmetica bio italiana viene molto apprezzata poiché sinonimo di etica e sostenibilità, quindi ricollegabile ai principi halal (che garantiscono cioè la conformità di un prodotto secondo la religione musulmana), soprattutto quando si parla di fragranze.

Infine, anche in questo settore le vendite online stanno crescendo ed in estremo oriente ancora di più. La Cina e la Corea del Sud dominano questo trend con numerose piattaforme di live streaming che permettono una vendita diretta sfruttando le esperienze visive e le interazioni con i consumatori.

In questo scenario le opportunità per le aziende del settore cosmetico che hanno intenzione di investire all’estero sono varie e Roncucci&Partners, forte della sua esperienza nel settore, è in grado di poterle accompagnare attraverso un percorso di internazionalizzazione che parte dall’individuazione del mercato alla digitalizzazione dei prodotti.

 

Chiara Origlia

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