Il Q.F.D.: Come sviluppare un nuovo prodotto o servizio con obiettivi realistici

28 Settembre 2022

Il Q.F.D., per esteso Quality Function Deployment, è una metodologia analitica per definire le caratteristiche di un nuovo prodotto, o servizio, indirizzato ad un definito mercato. In italiano Q.F.D. si potrebbe tradurre con “Dispiegamento delle Funzioni di Qualità” che rispondono ai “bisogni” definiti dal mercato di riferimento.

E fin qui possiamo dire che non c’è nessuna grande novità rispetto a quello che generalmente le aziende cercano di fare quando si apprestano a definire un nuovo prodotto o servizio. La novità è che il Q.F.D. è una procedura analitica che si propone di definire il valore oggettivo e non più soggettivo, e quindi il vero valore delle caratteristiche e funzioni del nuovo prodotto/servizio, attribuendo a tutte le caratteristiche un valore ed un peso in relazione alla concorrenza e ai bisogni del mercato ricorrendo a tutto il patrimonio di conoscenze presente, o reperibile, in azienda.

Si può affermare che il Q.F.D. rappresenta un potente e probabilmente il più potente modello analitico per definire la “Proposta di Valore”; la parola chiave è “function” (cioè “funzionalità”). L’attenzione è quindi concentrata sulla funzionalità di quel prodotto o servizio, che deve prima di tutto rispondere alla esigenze del cliente, non deve essere solo tecnologico ma deve essere asservito ai bisogni del cliente. Il concetto fondamentale è quello della “servitizzazione”.

Errori da non commettere nello sviluppo di nuovi prodotti o servizi

La definizione di un nuovo prodotto o servizio, può nascere dalla necessità di allinearsi alla concorrenza, da un’esigenza di migliorare ciò che già si ha, dalla decisione di diversificare o ampliare la propria gamma di prodotti, o anche da un’idea geniale. In tutti questi casi per essere sicuri della validità del progetto è opportuno e raccomandabile definire il piano del prodotto con una metodologia analitica per definire oggettivamente e realisticamente le caratteristiche, gli obiettivi, i tempi di sviluppo ed i costi.

Roncucci&Partners si è trovata più di una volta a dover gestire lo sviluppo di nuovi prodotti e/o rivedere le caratteristiche di prodotti appena lanciati, vedendo gli errori che si possono commettere in questa attività di fondamentale importanza per la crescita e lo sviluppo di un’azienda.

Tali errori possono, nel migliore dei casi, comportare un allungamento dei tempi, un’errata valutazione dei costi, o un parziale raggiungimento degli obiettivi prefissati, mentre, nel peggiore dei casi, possono arrivare a comportare anche la riprogettazione del prodotto.

Gli errori più comuni che si commettono sono:

  • iniziare a lavorare senza aver definito in dettaglio il piano del prodotto;
  • non aver approfondito cosa propone la concorrenza e come la nostra azienda è percepita;
  • portare avanti progetti senza veramente conoscerne costi e fattibilità;
  • finire con il dover risolvere a valle i problemi creati a monte con il rischio di compromettere la qualità del prodotto.

Il Q.F.D. è lo strumento che permette di evitare questi errori. Si può affermare che il Q.F.D. è l’unica procedura per identificare correttamente le funzionalità della proposta di valore, assicurare la qualità voluta, definire obiettivi realistici, quantificare con attenzione i costi in sede di progetto, evitare i costi aggiuntivi di successive modifiche e riprogettazioni ed infine evitare l’allungamento del time-to-market.

L’analisi Q.F.D.

Ma come si dispiega un’analisi Q.F.D. nella pratica? L’analisi procede per punti successivi:

  • Il primo punto è la “Voce del Cliente” che spinge l’azienda a chiedersi e definire quello di cui ha realmente bisogno il cliente.
  • All’analisi F.D., per rendere vera la “Voce del Cliente”, devono partecipare tutte le funzioni presenti in azienda ed interessate allo sviluppo del nuovo prodotto o servizio, e cioè il marketing, le vendite, il post vendita, la progettazione, la produzione, gli acquisti e la logistica.
  • La “Voce del Cliente” viene analizzata in modo dettagliato “deployment”, perché altrimenti non si può riuscire a definire ciò di cui il cliente ha veramente bisogno.
  • Quindi si analizza il mercato, cioè cosa pensa il cliente dei nostri prodotti o servizi, e come percepisce i prodotti o servizi della concorrenza.
  • Infine, dopo aver pesato le caratteristiche del prodotto o servizio ed averli correlati con i bisogni del cliente, si procede all’analisi del prezzo che il mercato è disposto a riconoscere alla nuova proposta di valore e si definisce così il “Piano del Prodotto”.

Schematizzando i concetti sopra esposti otteniamo il seguente prospetto:

Solo in questo modo si può riuscire a dare un valore reale ed oggettivo alla “proposta di valore” e procedere con la massima tranquillità possibile all’investimento necessario per sviluppare il nuovo prodotto o servizio.

Vediamo più nel dettaglio come nel Q.F.D. del nuovo prodotto o servizio viene sviluppato il “dispiegamento” (“deployment”) di tutte le funzioni e caratteristiche. Il metodo da seguire permette di definire un percorso che dall’attenta analisi dei bisogni del cliente arriva alla definizione oggettiva delle specifiche del prodotto cioè al “Piano del Prodotto” ed allo sviluppo del prodotto nelle sue diverse fasi, secondo lo schema seguente:

Nella pratica l’analisi Q.F.D. si sviluppa nella forma di una matrice in un foglio di calcolo XL.

Nelle colonne è riportato quello che viene chiamato “albero del prodotto” in cui sono elencate tutte le caratteristiche del prodotto o servizio, seguito poi da quello che viene chiamato “piano della qualità” dove avviene il confronto con i prodotti della concorrenza e vengono definiti gli obiettivi.

Nelle righe viene riportata la “voce del cliente”, attribuendo ad ogni singola voce un valore per poter esprimere una correlazione tra i “bisogni” e le “caratteristiche” per giungere così ad una valutazione non solamente qualitativa, ma anche quantitativa e cioè oggettiva di quella caratteristica.

Il passo successivo è il “piano del prodotto”, cioè la progettazione e lo sviluppo delle caratteristiche “vere” andando a considerare tutte le funzioni aziendali coinvolte fino alla definizione della distinta base e dei cicli di lavorazione per poter verificare che i costi realisticamente previsti siano poi effettivamente compatibili con la “Proposta di Valore” ipotizzata.

Alla luce di tutte queste considerazioni appare chiara l’importanza del confronto proattivo fra tutte le funzioni aziendali coinvolte nella realizzazione del nuovo prodotto che deve avvenire in sede di definizione perché solamente in questo modo ognuna di esse può apportare il proprio contributo conoscitivo e concorrere alla buona riuscita del progetto evitando di dover ricorrere a prodotto già progettato, in avanzato stato di sviluppo, o addirittura già lanciato a modifiche, miglioramenti, riprogettazioni e quant’altro.

La figura seguente indica schematicamente quanto sopra esposto:

 

Luigi Travaglia

Si ringrazia l’Ing. Tesi, consulente di Roncucci&Partners, ed uno dei massimi esperti a livello nazionale di Q.F.D., che ha gentilmente fornito il materiale necessario alla stesura di questo articolo.

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