Internazionalizzazione della cosmetica italiana: export, mercati e strategie per il 2027

Con un export record di 8,6 miliardi di euro nel 2025, quasi metà del fatturato della cosmetica italiana nasce fuori dai confini nazionali. Dove cresce oggi l’export cosmetico italiano e con quale metodo affrontare i prossimi mercati?
Perché l’internazionalizzazione è la leva di crescita della cosmetica italiana

L’internazionalizzazione è oggi uno dei principali motori della cosmetica italiana: nel 2025 l’export è cresciuto del 4,1%, più del mercato interno, e vale il 48% del fatturato del settore1https://www.ansa.it/ansacom/notizie/economia/cosmetica-italia/2026/07/07/cresce-lindustria-cosmetica-in-italia-fatturato-record-a-18-miliardi-di-euro_9bcf012e-31d0-4e44-ba72-3f28591edae9.html.
Il mercato italiano resta solido, con consumi per 12,8 miliardi di euro, ma è maturo e sempre più sensibile al rapporto qualità-prezzo. La crescita futura passa quindi anche dalla capacità delle aziende cosmetiche italiane di presidiare i mercati esteri, consolidati ed emergenti.
Il contesto, però, è cambiato. Dazi statunitensi, tensioni in Medio Oriente, nuove regole europee e una concorrenza asiatica sempre più agguerrita rendono l’export meno spontaneo e più strategico e richiedono metodo oltre che prodotto.
Export della cosmetica italiana: i numeri del settore
Nel 2025 l’industria cosmetica italiana ha toccato il record di 18 miliardi di euro di fatturato, con un saldo commerciale positivo di 5,1 miliardi, il più alto di sempre. L’export ha raggiunto gli 8,6 miliardi di euro, pari al 48% del fatturato del settore. (ANSA)
| Indicatore (2025) | Valore |
|---|---|
| Fatturato dell’industria | 18 mld € (+2,9%) |
| Export | 8,6 mld € (+4,1%), 48% del fatturato |
| Saldo commerciale | +5,1 mld €, positivo da 15 anni |
| Consumi interni | 12,8 mld € |
| Valore della filiera allargata | 49 mld € |
| Occupati | 105.000 diretti, circa 500.000 nella filiera |
Nell’ultimo decennio il settore è cresciuto in media del 6,1% l’anno e nel 2025 è stato il primo comparto del Made in Italy per incremento dell’export. L’Italia è inoltre il quinto esportatore mondiale di cosmetici, con una quota del 5,6%.
Il cuore produttivo è la Lombardia, che concentra una parte rilevante dell’industria cosmetica italiana e nel 2025 ha generato il 63% del fatturato nazionale del settore2https://www.ansa.it/amp/lombardia/notizie/2026/09/16/lombardia-cuore-produttivo-della-cosmetica-vale-il-63-del-fatturato_0a7e20e7-ea65-4953-b643-b3dc93ec183e.html. Accanto ai marchi, pesa una filiera di contoterzisti tra le più avanzate al mondo, che produce per molti brand internazionali, soprattutto nel make-up.
Il 2026, però, segna una pausa: le stime più recenti indicano un fatturato di 18,1 miliardi (+1%) e un export in crescita dello 0,5%, con la spinta che arriva soprattutto dai consumi interni3https://www.ansa.it/ansacom/notizie/economia/cosmetica-italia/2026/07/07/cresce-lindustria-cosmetica-in-italia-fatturato-record-a-18-miliardi-di-euro_9bcf012e-31d0-4e44-ba72-3f28591edae9.html.
I mercati esteri della cosmetica italiana
Gli Stati Uniti sono il primo mercato di sbocco per la cosmetica italiana: nel 2025 hanno assorbito circa 1,2 miliardi di euro di esportazioni, davanti a Francia, con circa 0,9 miliardi, e Germania, con 0,8 miliardi4https://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/moda/2026/03/26/cosmoprof-bologna-fatturato-cosmesi-italiana-sale-a-18-miliardi-export-41_5fceaf83-a5ca-4a3d-b3fc-d1488140ec23.html.
L’Europa resta la base dell’export: sei delle prime dieci destinazioni sono paesi dell’Unione europea o il Regno Unito. Fuori dal continente spiccano gli Emirati Arabi Uniti, porta d’accesso al Golfo, e i principali mercati asiatici, dove il settore beauty continua a offrire opportunità di sviluppo. Nel 2026 la geografia si sta spostando. Le stime aggiornate a Settembre indicano un rallentamento verso Stati Uniti ed Emirati Arabi Uniti, mentre crescono Europa, Asia e India.
Sugli Stati Uniti pesa l’incertezza sui dazi. Dopo l’accordo UE-USA del Luglio 2025, il 20 Febbraio 2026 la Corte Suprema ha dichiarato illegittimi i dazi “reciproci” introdotti attraverso i poteri di emergenza. Da allora si sono succeduti un dazio temporaneo del 10% e, dal 24 Luglio 2026, nuove tariffe tra il 10% e il 12,5% su numerosi partner commerciali, compresa l’Unione europea5https://theprint.in/world/trump-imposes-new-global-tariffs-drawing-protests-from-trading-partners/2995913/.
Per le imprese cosmetiche italiane, l’evoluzione di questi mercati rende ancora più importante valutare non soltanto il potenziale della domanda, ma anche le condizioni concrete di accesso e la sostenibilità del progetto di internazionalizzazione.
I trend del beauty globale che premiano il Made in Italy

Il mercato mondiale della bellezza è atteso in crescita di circa il 5% l’anno fino al 2030 e alcune delle categorie in cui l’Italia è più forte sono anche tra le più dinamiche6https://www.ft.com/content/8a88235d-93ab-48ad-a748-278585b8c3cc.
- Il primo punto di forza sono le fragranze, che rappresentano una quota significativa dell’export cosmetico italiano. Nel 2025 sono state anche la categoria più vivace sul mercato interno, con un +7,4%.
- Il secondo punto di forza è il make-up, dove l’Italia ha un ruolo unico grazie al contoterzismo: secondo Confindustria, circa il 55% della produzione mondiale di make-up è realizzata nel nostro paese7https://www.ansa.it/canale_lifestyle/notizie/ansacom/Cosmetica_Italia2/2020/10/12/cosmesi-beltrame-in-italia-55-produzione-mondiale-make-up_7377af53-6d14-48de-a222-84053ac732f0.html, spesso per conto dei grandi marchi internazionali. Know-how di formulazione e flessibilità produttiva sono un vantaggio che pochi concorrenti possono replicare.
- Sullo sfondo agiscono spinte comuni a tutti i mercati. I consumatori cercano skincare dall’efficacia dimostrata e prodotti dermocosmetici, un terreno su cui la ricerca italiana è credibile. La sostenibilità è ormai un requisito d’ingresso e il settore ha già investito 300 milioni di euro nella transizione. (ANSA)
- Infine il digitale: l’e-commerce è il canale che cresce di più in Italia, con un +9,8% nel 2025, e all’estero, tra marketplace e social commerce, è spesso una delle vie più rapide per testare un nuovo mercato.
Le sfide dell’export cosmetico

La frenata dell’export nel 2026 mostra che al vantaggio di prodotto va affiancata una regia: per crescere all’estero le imprese cosmetiche devono governare alcuni fattori di rischio.
- Il primo è normativo. Fuori dall’Unione europea ogni paese ha regole proprie su notifica o registrazione dei prodotti, etichettatura e ingredienti ammessi, dalla normativa MoCRA negli Stati Uniti ai sistemi di Cina, India e Arabia Saudita: tempi e costi di conformità vanno messi a budget prima di entrare.
- Il secondo è geopolitico, come dimostrano i dazi statunitensi e le tensioni nel Golfo, capaci di cambiare in pochi mesi le condizioni di accesso ai mercati più redditizi.
- C’è poi la concorrenza: i marchi coreani e cinesi crescono con prezzi aggressivi, innovazione rapida e una forte presenza digitale, e il Made in Italy deve far valere la qualità della ricerca e la capacità di raccontarla, oltre all’origine.
- Anche la catena di fornitura è più esposta, soprattutto per la dipendenza internazionale da materie prime e ingredienti. Questo rende la diversificazione dei fornitori un ulteriore elemento da considerare nella strategia.
- Infine la dimensione: il tessuto produttivo è fatto in larga parte di PMI, che raramente hanno al loro interno tutte le competenze necessarie per presidiare più mercati lontani nello stesso momento.
Conclusioni
La cosmetica italiana parte da una posizione di forza: 8,6 miliardi di export, un saldo commerciale record e una filiera che produce per i grandi marchi di tutto il mondo.
Il rallentamento del 2026 alza l’asticella. Per crescere all’estero le imprese passano dall’export occasionale a un progetto di internazionalizzazione, con mercati scelti sui dati, offerta adattata, canali e partner selezionati e regole gestite in anticipo.
In Roncucci&Partners aiutiamo le aziende a sviluppare se stesse e il proprio business, ad abbracciare il cambiamento e ad evolversi per prosperare in un mondo sempre più complicato e che richiede una grande competenza.
Lo facciamo applicando metodi puntuali e strategie rigorose, frutto di un’esperienza pluriennale e della ricchezza derivante dai numerosi casi di successo che abbiamo condotto in tutto il mondo. Passione e metodo sono le nostre guide per valorizzare il presente e costruire il futuro.
Per le aziende del settore cosmetico che vogliono crescere sui mercati internazionali, questo significa partire dai dati per individuare i paesi con il maggiore potenziale e costruire un percorso di sviluppo coerente con caratteristiche, obiettivi e risorse dell’impresa.
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