Due giornate di confronto a Montelupo Fiorentino per fare il punto sul sistema cooperativo, ripercorrere la sua evoluzione e interrogarsi sui possibili sviluppi futuri.

È questo il tema che ha caratterizzato l’incontro ‘Il Sistema Cooperativo. Orientarsi al nuovo, Ricordare i valori, Costruire il futuro’, tenutosi il 9 e 10 Febbraio presso la sede di Scuola Coop. Una intensa due giorni di formazione e approfondimento organizzata da Roncucci&Partners, durante la quale imprenditori, cooperatori, docenti ed esperti hanno condiviso testimonianze e riflessioni sul sistema cooperativo e sulle sfide che oggi è chiamato ad affrontare.

“Orientarsi al nuovo, Ricordare i valori, Costruire il futuro”

La due giorni ha visto la partecipazione di importanti esperti e rappresentanti del mondo cooperativo italiano. Tra loro, Flavio Delbono, fine economista e libero pensatore, Professore di Economia Politica ed Economia e Finanza presso l’Università di Bologna nonché Direttore del MUEC – Master sull’Economia della Cooperazione; Lucio Cavazzoni, fondatore di Alce Nero, azienda che raccoglie sotto il proprio marchio agricoltori, apicoltori e trasformatori biologici italiani dal 1978 e oggi paladino di Good Land – un network sociale che intende promuovere la produzione e commercializzazione di prodotti e servizi innovativi mirati alla salute dell’uomo e dell’ambiente; Alessandro Contri, Presidente D.R.E.A.M. – società cooperativa specializzata in servizi ambientali e forestali – ed infine il nostro Presidente Giovanni Roncucci, esperto di organizzazione aziendale e strategia, con una particolare attenzione verso le realtà cooperative.

Di particolare intensità sono state le testimonianze di Francesca Benelli de Il Bettolino, cooperativa sociale che impiega ragazzi fragili in attività di confezionamento di foglie di basilico e piante officinali e di Stefania Ghidoni della cooperativa Art Lining, un esempio di successo di Workers Buyout, ovvero di un gruppo coeso di tenaci e brillanti ex dipendenti che hanno rilevato l’impresa e l’hanno rilanciata. Art Lining produce interni per cravatte di altissima qualità per il settore fashion.

Altro passaggio particolarmente evocativo è stato l’intervento di Tito Menzani, esperto di storia del movimento cooperativo di stanza presso l’Università di Bologna. Tra approfondimenti politici, geografici ed economici sono stati commentati oltre 100 anni di storia, con riferimenti specifici a territori e persone. E proprio ragionando di terra, prodotti e fenomeni sociali si è introdotto il contributo offerto da Agnese Portincasa dell’Istituto Storico Parri che ha illustrato la ricerca ‘Terra di fame e di abbondanza’: come i prodotti agricoli di un territorio abbiano influito sul percorso storico, sull’organizzazione economica e sul progresso sociale della propria popolazione. L’Istituto Parri è un grande archivio storico che raccoglie libri, periodici, documenti e audiovisivi relativi alla storia e alle memorie del ‘900. Molto interessante è la sezione che si occupa del collegamento tra cinema e storia e gli innumerevoli progetti di ricerca realizzati nel corso degli anni.

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Il seminario si è tenuto presso la sede di Scuola Coop a Montelupo Fiorentino

Il sistema cooperativo nel mondo contemporaneo

In un mondo sempre più complesso, in cui le nuove tecnologie impongono rapidi cambiamenti al mondo produttivo e ai mercati, le cooperative rischiano di non tenere il passo. Se globalizzazione e digitalizzazione rappresentano una sfida per tutte le imprese, è necessario sottolineare come questa condizione sia amplificata per il modello cooperativo, che per sua natura evolve più lentamente e pur non essendo dominato dalla logica liberista del profitto, necessita tuttavia del suo ottenimento per sopravvivere.

Il modello cooperativo e i suoi principi di mutualità, partecipazione, democraticità e solidarietà, rappresentano le migliori basi per garantire un solido sviluppo sostenibile. Ovvero lo sviluppo verso il quale il mondo è oggi chiamato ad orientarsi.

Il Covid-19 ci ha messo dinnanzi ad una nuova realtà, un nuovo contesto socio-economico che anche le cooperative, in quanto operatori attivi sul mercato, sono chiamate a fronteggiare. Ma proprio il movimento cooperativo con le sue innumerevoli cooperative sociali ha svolto un ruolo fondamentale nella gestione della pandemia. Quindi, qual è il modello economico al quale le cooperative devono ispirarsi per essere protagonisti del futuro? Come possono attrezzarsi per affrontare il nuovo contesto socio-economico e le sfide ambientali e sanitarie che ci aspettano?

Il movimento cooperativo, che a livello mondiale coinvolge 1 miliardo di persone, dando lavoro a 100 milioni di esse, per un fatturato totale di oltre tre trilioni di dollari l’anno, gode di una immagine forse non più coerente con il contesto attuale. Come è possibile intervenire per enfatizzare i propri punti di forza e attualizzare i messaggi?

La presenza del sistema cooperativo nel mercato, oltre a partecipare all’efficienza economica, porta a un innalzamento dell’efficacia sociale. Tale prerogativa, a lungo sottovalutata, se non addirittura trascurata, oggi rappresenta un potenziale vantaggio competitivo molto rilevante.
La difficoltà di valutare e di misurare in termini quantitativi la funzione sociale del modello cooperativo si è stemperata con il passare degli anni, in considerazione dell’affermarsi sul mercato di concetti quali la responsabilità sociale di impresa e di strumenti di misurazione socioeconomica, quale il bilancio sociale.

Emerge quindi la necessità di far meglio conoscere le specificità del sistema cooperativo, anche al fine di agevolare la creazione di nuovi modelli di partnership fra pubblico e privato che non si riducano a meccanismi di privatizzazioni, ma che possano migliorare i processi di crescita e sviluppo, in un contesto in cui l’attenzione all’ambiente e l’impatto sociale delle scelte economiche non possono più essere trascurati.