Nel 2020 Taiwan è diventata inaspettatamente l’economia più performante del continente asiatico, superando la Cina per la prima volta in 30 anni.

Con una crescita del 2,98%, Taiwan ha registrato la migliore performance economica dell’Asia, superando la crescita del 2,3% della Cina e quella del 2,9% del Vietnam, indicato dagli economisti come il paese asiatico che sarebbe cresciuto di più nel 2020.

Sebbene il sorpasso di Taiwan sul suo enorme vicino sia destinato ad essere breve (il Fondo Monetario Internazionale prevede nel 2021 per Pechino una crescita dell’8,1% e del 5,2% per Taipei) il risultato di Taiwan risulta essere particolarmente significativo, in un anno in cui l’economia globale è stata duramente colpita dalla pandemia di Coronavirus e i principali paesi di tutto il mondo hanno registrato importanti contrazioni annuali.

Le ragioni del successo di Taiwan

Oltre a una risposta pandemica di grande successo – la nazione di 24 milioni di abitanti ha registrato appena 1.000 casi e otto morti – che ha permesso alla sua economia di evitare i rigidi blocchi sperimentati da molti altri paesi, un motore significativo della crescita economica di Taiwan è senza dubbio rappresentato dalla forte domanda globale di esportazioni tecnologiche dell’isola.

Secondo gli economisti, la forza dell’isola nelle esportazioni ha aiutato l’economia a compensare rapidamente qualsiasi possibile conseguenza della pandemia. La crescita vertiginosa della domanda estera ha soprattutto guidato l’impennata del quarto trimestre, quando l’economia è cresciuta del 4,94% – nettamente superiore al 3,28% precedentemente previsto.

Nel complesso, le esportazioni sono aumentate di un 5,65% nel quarto trimestre, sostenute da aumenti anno su anno del 21,15% nelle esportazioni di componenti elettronici e del 18,91% nelle esportazioni di tecnologia dell’informazione e di prodotti audio/video.

Anche le vendite in uscita di prodotti in plastica e gomma, macchine, prodotti chimici e prodotti in metallo di base sono significativamente aumentati nell’ultimo trimestre, come dichiarato dal Directorate General of Budget, Accounting and Statistics – il Dipartimento di Statistica di Taiwan.

In termini di domanda interna, anche se il consumo privato totale è diminuito dell’1,10 per cento su base annua, le spese dei taiwanesi sono aumentate del 4,26 per cento. Secondo il Dipartimento di Statistica di Taiwan, le vendite al dettaglio sono aumentate del 2,42% e le vendite di cibo e bevande sono aumentate dell’1,15% nel quarto trimestre rispetto a un anno prima.

Il dominio di Taipei nell’export globale di semiconduttori

Anche prima della pandemia, Taiwan rappresentava un anello cruciale nella catena globale di fornitura di semiconduttori – minuscoli dispositivi elettronici che alimentano i dispositivi digitali di varia natura, dalle automobili, ai computer e ai telefoni cellulari – ed era quindi già ben posizionato per soddisfare la domanda in crescita. La domanda di semiconduttori è aumentata globalmente quando la pandemia ha costretto la gente a passare più tempo in casa, poiché i lockdown imposti da un lato all’altro del pianeta hanno innescato un aumento delle vendite di elettronica di consumo, come computer portatili e smartphone.

Le più grandi aziende tecnologiche dell’isola, come Taiwan Semiconductor Manufacturing Co., Hon Hai Precision Industry, e MediaTek hanno tutte riportato ricavi record nel 2020. Queste aziende, così come lo spostamento della produzione dalla Cina in mezzo alla disputa tecnologica e commerciale tra Washington e Pechino, hanno elevato l’importanza di Taiwan nella catena di approvvigionamento globale per industrie di smartphone, server per data center e automobili.

Per avere un senso del ruolo fondamentale di Taiwan nell’economia mondiale, basta guardare i suoi effetti a catena sulla produzione globale di automobili. Recentemente, alcune delle più grandi case automobilistiche del mondo, dalla Toyota alla Volkswagen, hanno dovuto rallentare o fermare la produzione a causa della carenza di chip, utilizzati nei veicoli per numerose componenti, dall’intrattenimento in auto ai sensori di parcheggio. I governi e i dirigenti dell’industria di tutto il mondo hanno già fatto pressione su Taiwan per accelerare la produzione di semiconduttori e facilitare così l’ingorgo del settore automotive.

La tematica è stata anche al centro dei colloqui ibridi online-offline avvenuti la scorsa settimana a Tapei tra il ministro dell’Economia di Taiwan Wang Mei-hua e i funzionari dei dipartimenti di stato e del commercio degli Stati Uniti. “L’interdipendenza è il termine più importante che ho sentito pronunciare durante questi incontri” – ha dichiarato il ministro Wang “Taiwan acquista numerose attrezzature e materie prime dagli Stati Uniti, mentre Taiwan rifornisce molte aziende statunitensi di chip e micro componenti tecnologici”, ha continuato. “Tutte le parti sono d’accordo che in futuro dovremo approfondire insieme questa collaborazione”.

Una ragione chiave dietro il dominio di Taiwan nell’export dei semiconduttori è costituito dalla struttura e dal modello di business della sua industria interna. In particolare, il colosso TSMC – Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. – ha aperto la strada al modello di fonderia di chip indipendente, per cui l’azienda si concentra esclusivamente sulla produzione di chip basati su progetti di altri. Nel frattempo, altre aziende taiwanesi di semiconduttori giocano altri ruoli altamente specializzati, ognuno concentrandosi su qualche fase specifica del processo di produzione di chip. Così facendo, costruiscono competenze all’avanguardia. Accoppiato con politiche pubbliche di successo – come gli importanti finanziamenti erogati dal governo, i benefici fiscali, e la costruzione di importanti  infrastrutture pubbliche come grandi parchi scientifici e industriali – Taiwan ha creato un ecosistema vincente in cui l’industria dei semiconduttori prospera e consolida la sua fama internazionale.