Crisi in Ucraina: cosa prevedono le sanzioni dell’Unione Europea alla Russia

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Una serie di pacchetti di sanzioni che colpiscono la Russia, colpevole di aver lanciato un “attacco militare senza precedenti e senza provocazione contro l’Ucraina”. Così l’Unione Europea reagisce all’offensiva di Mosca che mette a repentaglio la sovranità ucraina.

Il primo pacchetto di sanzioni dell’Unione Europea ai danni della Russia è del 22 febbraio ed ha l’obiettivo primario di bloccare l’accesso della Russia ai mercati finanziari europei.

Il secondo, deciso 24 febbraio dopo l’inizio dell’operazione militare russa, prevede sanzioni individuali nei confronti di numerosi oligarchi e dei membri della Duma di Stato russa, oltre che nei confronti dello stesso Vladimir Putin. Il pacchetto contiene una serie di misure e sanzioni economiche che intendono sfiancare l’economia di Mosca.

Con queste sanzioni, l’Unione Europea intende “paralizzare la capacità del Cremlino di finanziare la guerra, imporre chiari costi economici e politici all’élite politica russa responsabile dell’invasione” come dichiarato dalla presidente della commissione europea Ursola von der Leyen.

Ai primi due pacchetti, l’Unione Europea ha aggiunto il 2 marzo un terzo blocco di misure comprendente il divieto di effettuare operazioni con la Banca centrale russa e il blocco dell’accesso a SWIFT per ben sette banche russe. Il pacchetto comprende inoltre sanzioni individuali ed economiche nei confronti della Bielorussia, ma anche il divieto di sorvolo dello spazio aereo dell’UE e di accesso agli aeroporti dell’UE da parte di vettori russi di ogni tipo.  Il terzo pacchetto prevede inoltre l’invio di attrezzature e forniture all’esercito ucraino.

Le misure adottate poi il 9 marzo dall’Unione Europea, con un quarto pacchetto di sanzioni, sono state varate per bloccare l’accesso a SWIFT per tre banche bielorusse, vietare le operazioni con la Banca centrale della Bielorussia e limitare i flussi finanziari dalla Bielorussia verso l’UE. Il pacchetto comprende inoltre restrizioni all’esportazione di tecnologie di navigazione marittima e di radiocomunicazione verso la Russia, oltre a colpire con sanzioni individuali altre 160 persone.

Andiamo a vedere nel dettaglio cosa comportano le sanzioni imposte dall’Unione Europea fino a questo momento.

Le liste nere per colpire gli asset di Putin

Con le sanzioni varate, l’Unione Europea ha messo in lista nera altre centinaia di persone, molti dei quali membri del parlamento russo che hanno votato per il riconoscimento delle regioni secessioniste dell’Ucraina orientale. I loro conti bancari in Europa sono ora congelati ed è loro vietato viaggiare nel blocco.

Le persone più importanti sulla lista nera sono il presidente russo Vladimir Putin e il ministro degli esteri Sergey Lavrov – anche se la sanzione non include il divieto di viaggio, per permettere eventuali negoziati con loro, dovesse presentarsi l’opportunità.

Al momento, Putin è uno dei soli tre leader mondiali sulla lista nera dell’UE, insieme a Bashar al-Assad della Siria e Alexander Lukashenko della Bielorussia. Una lista nera che comprende attualmente 654 individui e 52 entità in totale.

Le sanzioni che colpiscono finanza ed economia

Le sanzioni rivolte all’economia russa sono progettate per tagliare l’accesso del paese ai mercati dei capitali dell’UE, aumentare i costi di prestito per quelli sanzionati ed erodere gradualmente la base industriale russa.

Queste misure includono il congelamento dei beni e un divieto finanziario per le banche russe chiave, aggiungono altre aziende statali alla lista delle sanzioni e vietano alle élite russe di depositare denaro nelle banche dell’UE.

Le sanzioni proibiscono anche qualsiasi forma di prestito e acquisto di titoli da parte delle banche e del governo russi, compresa la banca centrale di Mosca.

Secondo Ursula von der Leyen, il 70% del sistema bancario russo (misurato in termini di attività), così come il governo e le principali aziende statali non saranno più in grado di rifinanziarsi nei mercati dei capitali dell’UE.

Energia, tecnologia e trasporti

Le sanzioni vietano l’esportazione di specifiche tecnologie di raffinazione – rendendo più difficile e più costoso per la Russia modernizzare le sue raffinerie di petrolio. Le nuove misure si aggiungono a un divieto già esistente di attrezzature petrolifere, imposto nel 2014.

L’UE ha vietato l’esportazione, la vendita, la fornitura o il trasferimento di tutti gli aeromobili, parti di aeromobili e attrezzature alla Russia, nonché tutti i servizi relativi alla riparazione, alla manutenzione e al finanziamento degli aeromobili.

Tre quarti della flotta aerea commerciale della Russia sono stati costruiti nell’UE, negli Stati Uniti e in Canada. Le sanzioni per l’Unione Europea significano che “la Russia non sarà in grado di mantenere la sua flotta agli standard internazionali”.

E ancora, l’Unione ha introdotto misure che  sono destinate a declassare le capacità tecnologiche della Russia nel tempo. L’UE ha infatti inasprito le sanzioni esistenti sui beni che possono essere utilizzati sia per scopi civili che militari, prendendo di mira il complesso militare-industriale della Russia e limitando il suo accesso alla tecnologia avanzata come i droni e il software per i droni, il software per i dispositivi di crittografia, i semiconduttori e l’elettronica avanzata.

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