Serbia Investment Compass 2025: investimenti, riforme e nuove prospettive per il mercato serbo

CEBAC

Il “Serbia Investment Compass” è un appuntamento utile per leggere, con un taglio operativo, clima degli investimenti in Serbia, trend degli IDE/FDI, riforme, incentivi e strumenti finanziari emergenti. In un momento in cui la regione dei Balcani è tornata al centro delle strategie di nearshoring e diversificazione, l’incontro ha offerto spunti concreti per aziende e investitori che guardano al mercato serbo nel 2025-2027.

Il “Serbia Investment Compass“, organizzato da CEBAC (Council of European Business Associations and Chambers), si è tenuto il 4 dicembre 2025 presso la Residenza dell’Ambasciatore d’Italia in Serbia, Luca Gori.

L’evento si è svolto in un contesto caratterizzato dalle incertezze dell’economia globale e da fattori interni alla Serbia, in particolare la delicata fase che attraversa il settore energetico nazionale.

L’iniziativa ha riunito rappresentanti istituzionali, associazioni imprenditoriali, investitori e stakeholder serbi ed europei attivi nei settori economico e finanziario.

Le introduzioni istituzionali

Un dato che aiuta a contestualizzare la presenza italiana è il peso economico già raggiunto nel Paese: con quasi €4 miliardi di investimenti e circa 1.200 aziende italiane registrate, l’Italia è il terzo partner commerciale della Serbia.

Nel corso dell’apertura, è emerso anche un punto chiave: la capacità della Serbia di consolidare un nuovo ciclo di crescita dipenderà dalla combinazione tra stabilità del contesto, riforme, capitale umano e accesso a strumenti finanziari più diversificati.

Outlook economico dell’UE: dinamiche degli investimenti e prospettive di riforma

De Micco ha ricordato che l’ultimo Enlargement Report dell’Unione europea mostra come il percorso delle riforme in Serbia stia rallentando. Nonostante ciò, il Paese continua a essere apprezzato per la solidità della governance economica, un punto di forza su cui costruire negli anni a venire.

Uno degli elementi centrali è il calo degli investimenti esteri diretti: nei primi nove mesi dell’anno si registra un -50% rispetto al 2024.

L’analisi ha individuato fattori esterni e interni:

Fattori esterni

Tra i driver esterni che incidono su export e investimenti, il quadro macro europeo e le tensioni internazionali restano determinanti. In parallelo, la competizione regionale per attrarre progetti industriali e tecnologici si è fatta più intensa: per la Serbia, la sfida è trasformare la posizione geografica e la base manifatturiera in un vantaggio strutturale, anche grazie a infrastrutture e logistica più moderne.

Fattori interni

Sul piano interno, i temi più ricorrenti sono stati: qualità e stabilità del quadro regolatorio, tempi di autorizzazione, capacità di trattenere talenti e scalare competenze tecniche. È in questa combinazione (regole chiare + capitale umano + strumenti finanziari) che si gioca gran parte della credibilità del Paese verso investitori industriali e finanziari.

1) PRIMO PANEL – Investment Trends

Panel CEBAC
Moderatrice: Iva Petrović. Relatori: Maja Stepanović (CMS), Damien Sorrel (BEI), Janne Ollijärvenpää (Mehiläinen), Vladimir Tomić (SDA)

Il panel si è concentrato sull’evoluzione degli investimenti negli ultimi 3-5 anni.

Vladimir Tomić, rappresentante della RAS (Agenzia dello sviluppo della R. Srbia) ha evidenziato tre tendenze:

  • transizione industriale, con crescita dei settori legati alla mobilità elettrica;
  • spostamento geografico degli investitori: da prevalenza UE a crescente presenza asiatica;
  • dimensione limitata del mercato serbo, fattore che incide sulla scelta localizzativa.
  • Competenze, R&S e nuovo valore aggiunto

Maja Stepanović ha sottolineato le potenzialità legate a investimenti in ricerca, sviluppo ed educazione, fondamentali per trasformare la Serbia in un hub di proprietà intellettuale.

Il caso Mehiläinen-MediGroup

Janne Ollijärvenpää ha descritto la fusione come un investimento strategico di lungo periodo, fondato su una forte integrazione con il capitale umano locale. Sono un gruppo che esiste dai primi di 900 e i loro investimenti si basano sulle proiezioni di 20-30 anni e vedono un potenziale grande nei Balcani, nonostante le difficolta temporanee.

Nuovi incentivi e settori attrattivi

Il focus sugli incentivi futuri tende a spostarsi verso comparti più “qualitativi”, dove contano tecnologia, servizi e sostenibilità. In parallelo, grandi eventi e programmi infrastrutturali possono diventare catalizzatori di investimenti indiretti: EXPO 2027 Belgrade, secondo il Bureau International des Expositions, accoglierà per tre mesi più di 6 milioni di visitatori e oltre 130 Paesi partecipanti.

Prevalenti progetti finanziabili per la BEI sono legati a infrastrutture, transizione energetica, innovazione e istruzione – collaborazioni rivolte soprattutto al settore pubblico, ha indicato Damien Sorrel.

2) SECONDO PANEL – Nuovi strumenti per gli investimenti

Moderatore: Vladimir Ivanović (UniCredit Bank Serbia).
Relatori: Miroslava Panić (MBA financial manager), Jovan Veljković (LOGO), Milan Jeličić (Resalta), Vojislav Glavinić (Diopta)

Il secondo panel ha affrontato l’evoluzione degli strumenti di finanziamento per le imprese serbe.

Le banche, in particolare Intesa e UniCredit, stanno introducendo mini-bond destinati alle PMI, seguendo un modello già consolidato in Italia.

L’esperienza di Diopta – Glavinić ha raccontato la scelta di utilizzare i mini-bond come alternativa al credito bancario tradizionale, grazie a vantaggi quali:

  • assenza di ipoteche,
  • costi inferiori,
  • tasso fisso non legato all’Euribor,
  • processo più rapido e flessibile.
  • Corporate bond per la crescita

Veljković ha descritto il loro processo di emissione di una obbligazione societaria sostenuta dallo Stato, motivata da: necessità di nuova capitalizzazione per sostenere la crescita aziendale e transizione da modello familiare a modello corporate, favorita da sussidi dedicati proprio a queste transizioni.

Green bond e transizione energetica

Jeličić ha spiegato che molte aziende serbe devono adeguarsi a requisiti ESG per operare con partner UE.

  • I green bond diventano quindi uno strumento utile per:
  • finanziare efficienza energetica,
  • rispettare nuove normative ambientali,
  • sostenere la competitività sui mercati europei.
  • Digital asset e tokenizzazione

Lo sviluppo dei digital assets in Serbia

Secondo la legge del 2021, sia imprese serbe sia straniere possono emettere token collegati ad asset reali, mentre investitori serbi possono acquistare asset digitali all’estero sotto il controllo di Banca Nazionale e Commissione Titoli, ha spiegato Miroslava Panić.

Vantaggi:

  • possibilità di finanziare progetti non bancabili;
  • riduzione della documentazione;
  • processi efficienti senza intermediari;
  • costi inferiori rispetto ai prestiti bancari.

Svantaggi:

  • diffidenza verso infrastrutture blockchain e wallet;
  • richiesta di rendimento più elevato da parte degli investitori in assenza di garanzie reali;
  • assenza di un mercato secondario regolamentato.

Un esempio ispirante è esempio di un’azienda agricola, una piantagione di nocciole dove ogni albero corrisponde a un token. Secondo i relatori, questi strumenti rafforzano trasparenza, innovazione, sostenibilità e diversificazione finanziaria.

3) TERZO PANEL – Una via d’uscita dalla crisi, una via per crescere

Moderatrice: Tanja Kuzman (Digital Serbia Innovation). Relatori: Stylanos Tsoktouridis (Alumil YU Industry), Ada Lalić (Reputeo), Dušan Mikulin (Ovio Care), Mark Liepinsh (Pulsar Venture Capital)

Innovazione che genera innovazione: per la prima volta in Serbia si osserva un ciclo rapido in cui l’innovazione genera nuova innovazione nel giro di pochi mesi.

Cooperazione internazionale nel settore innovazione

Ada Lalić ha descritto la collaborazione Serbia-Regno Unito, sostenuta dalla British-Serbian Chamber of Commerce, che mira a facilitare scambio di idee, mentoring e supporto a startup ed ecosistemi industriali serbi.

Nell’industria manifatturiera, come ha evidenziato Tsoktouridis si sono focalizzati su resilienza e automazione con lo scopo di rafforzare la resilienza della supply chain, rispondere alle normative sulle emissioni e collaborazioni con aziende locali di robotica e automazione per ridurre la dipendenza dalla manodopera scarsa.

Altro punto importante sul quale si sono focalizzati sono competenze e formazione interna per sviluppare competenze tecniche nei profili non-tech e, dall’altra parte competenze non-tech nei profili tecnici necessarie per affrontare le sfide future.

Dal dato al valore aggiunto

Mikulin ha illustrato come nel caso di Ovio care che operava esclusivamente nel settore settore socio-sanitario la grande quantità di dati raccolti psicologici, sociologi e comportamentali abbia aperto nuove possibilità: analisi avanzate, applicazioni potenziali nella neuroscienza, creazione di nuovi modelli di valore basati sui dati.

Nel caso di investimenti in Fintech le osservazioni sono che gli investitori internazionali, soprattutto statunitensi, mostrano oggi maggiore prudenza. I capitali si concentrano su: fintech, tecnologie con ritorni misurabili, mentre tutti hanno sottolineato che l’uso dell’AI rimane spesso superficiale, più buzzword che si usa nel marketing che investimento strutturato e che gli investitori in quel senso sono molto cauti e fanno ampi approfondimenti per verificare se investimenti sono appunto strutturali.

Se stai valutando opportunità di business o investimento in Serbia, scrivici: il team di Roncucci&Partners è a disposizione per un confronto e per supportarti nel definire il percorso più adatto alle tue esigenze.

Sladjana Lucic

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